Intervistiamo il sistema informativo web.
La questione principale che poniamo è:
Perché i giornalisti ci propinano notizie del tipo:
"Uomo ritrova la sua cagnolina grazie al sindaco"
Anziché:
"I comuni stanno espropriando tutti i cittadini che non riescono a pagare le tasse apponendo ipoteche sugli immobili "?
E anche:
Quanti e quali tipologie di notizie di cronaca servono a deviare l’attenzione da problemi principali verso problemi secondari?
Ecco alcuni fenomeni e tipologie di notizie di cronaca recente che evidenziano il profondo mutamento dei valori e delle dinamiche sociali rispetto al passato:
- Dipendenza dalle istituzioni per la gestione dell'ordinario: Notizie sempre più frequenti di cittadini che allertano sindaci, forze dell'ordine o vigili del fuoco per risolvere piccoli contrattempi personali, controversie di vicinato o la ricerca di animali smarriti — ambiti che un tempo venivano gestiti in autonomia o con la solidarietà di quartiere.
- Spettacolarizzazione della vita privata e del pericolo: Episodi di cronaca in cui passanti scelgono di filmare incidenti, aggressioni o tragedie personali con lo smartphone per pubblicarli sui social media, anziché prestare immediato soccorso o tutelare la riservatezza e la dignità altrui.
- Iper-protezione e delegittimazione dell'autorità educativa: Ricorsi al TAR da parte di genitori contro bocciature o voti scolastici negativi dei figli, e denunce per banali sgridate degli insegnanti, a testimonianza della scomparsa del rispetto per il ruolo educativo e della responsabilità individuale.
- Frammentazione familiare e solitudine estrema: Notizie di anziani deceduti in casa e scoperti solo dopo mesi, o l'emergere di servizi a pagamento per "affittare" comparse come amici o parenti per feste ed eventi, a fronte del disfacimento della rete familiare e comunitaria di un tempo.
- Ricerca esasperata di approvazione virtuale: Fatti di cronaca legati a "challenge" estreme o comportamenti rischiosi messi in atto esclusivamente per ottenere visibilità, Like e interazioni sulle piattaforme digitali, subordinando la sicurezza e il buon senso all'effimero consenso online.
Ecco una panoramica delle principali formule e frasi ricorrenti utilizzate nel dibattito pubblico e mediatico come strumenti di distrazione, con cui si tende a spostare il focus dai problemi strutturali del presente:
- Invocazione costante delle emergenze passate: "Senza le decisioni prese durante il COVID oggi saremmo in una situazione peggiore." / "Stiamo ancora pagando i costi delle restrizioni e dei sussidi dell'era pandemica." Effetto: Sposta la responsabilità delle difficoltà economiche attuali (come la stagnazione del PIL o l'inflazione) su gestioni ed eventi antecedenti.
- Focalizzazione su polemiche d'archivio e riscrittura storica: "Dobbiamo fare chiarezza su cosa è successo cinque anni fa." / "Apriamo una commissione d'inchiesta sui vecchi scandali mai chiariti." Effetto: Assorbe il tempo del dibattito pubblico su fatti storici o passati anziché sulle riforme e sulle priorità del presente.
- Colpevolizzazione della "ricostruzione" o delle gestioni precedenti: "Ci hanno lasciato un buco di bilancio devastante che ci impedisce di agire oggi." Effetto: Giustifica la mancanza di crescita o l'assenza di investimenti scaricando l'intero peso sulle eredità politiche.
- Spostamento dell'attenzione su minacce simboliche o culturali: "Il vero pericolo per la società è l'ideologia X / il nuovo costume Y." Effetto: Convoglia l'emotività e la rabbia dell'opinione pubblica su battaglie ideologiche o di facciata, oscurando indicatori macroeconomici negativi.
- Allarmismo su dettagli marginali per coprire il quadro generale: "Guardate la spesa superflua del singolo ente invece di guardare i dati nazionali." Effetto: Frammenta l'attenzione del cittadino su casi microscopici o di poco conto per impedire una visione d'insieme del declino economico.
Cronaca dell'assenza di senso civico e autoregolamentazione
- Vandalismi e aggressioni per futili motivi: La cronaca registra episodi di violenza scaturiti da motivi banali, come la lite stradale nel Torinese finita con un automobilista che ha investito un gruppo di ciclisti, oppure l'aggressione a un bagnino a Chioggia dopo una semplice segnalazione di sicurezza. Si tratta di fatti che testimoniano l'incapacità di gestire le frustrazioni senza ricorrere alla sopraffazione fisica o all'uso improprio della forza.
- Comportamenti incivili e mercificazione del decoro: Episodi di degrado urbano — come casi di atti osceni denunciati in pieno centro cittadino a Forlì e diffusi via smartphone — evidenziano la perdita della nozione di rispetto degli spazi pubblici e della pudicizia comune, sostituiti dall'esibizionismo e dall'indifferenza.
L'attenzione mediatica dirottata sulla futilità e sul gossip
- Inseguimento del superficiale: Gran parte dello spazio d'informazione è occupato dai dettagli sulle vacanze, i presunti ritocchi estetici o i battibecchi social di personaggi dello spettacolo (come i post estivi di Chiara Ferragni, Fedez o Irina Shayk). L'agenda mediatica tende a sovraesporre racconti individuali privi di impatto reale per la collettività, abituando il lettore al consumo passivo di pettegolezzi.
- Spettacolarizzazione del disagio personale: Sfoghi privati o confessioni dolorose sui social da parte di VIP vengono trasformati in prime notizie, trattando le problematiche psicologiche o familiari come intrattenimento voyeuristico anziché come temi di riflessione seria.
Litigiosità politica e sindacale sulle questioni simboliche
- Polemiche ideologiche e scontri di facciata: L'attenzione del dibattito pubblico viene catturata da contrapposizioni su gesti simbolici — come lo scontro politico e sindacale sulle proteste avvenute durante le commemorazioni ufficiali —, che monopolizzano i titoli dei giornali lasciando in secondo piano l'analisi di problemi sistemici cruciali come la stagnazione della produzione, le carenze nei servizi sanitari essenziali o la gestione delle infrastrutture.
Queste notizie illustrano la tendenza dei media a priviliegiare il dramma individuale, la lite spettacolarizzata e l'intrattenimento leggero rispetto alla valorizzazione della responsabilità, della coesione sociale e del lavoro costruttivo.
A questo punto viene da chiedersi perché manteniamo il terzo settore che dovrebbe dirimere tutte le litigiosità territoriali promuovendo al contrario le azioni di collegamento e inclusione sociale.
Il Terzo Settore si articola in attività che rispondono sia a bisogni di sussistenza immediata, sia a esigenze di coesione, benessere e identità culturale.
Ecco la suddivisione tra le attività di prima necessità e quelle di supporto psico-emotivo e culturale:
Esigenze primarie e urgenti (Sostegno materiale e vitale)
- Assistenza socio-sanitaria ed emergenza: Pronto intervento, soccorso stradale e sanitario (es. Croci di pubblica assistenza), cure domiciliari per persone non autosufficienti e supporto all'invalidità.
- Lotta alla povertà e al disagio abitativo: Gestione di mense dei poveri, banchi alimentari, dormitori pubblici, distribuzione di beni di prima necessità e accoglienza per i senza fissa dimora.
- Protezione civile e gestione emergenze: Interventi tempestivi in caso di calamità naturali, incendi o emergenze ambientali per la messa in sicurezza della popolazione.
- Protezione delle persone vulnerabili: Centri antiviolenza, case rifugio per donne e minori vittima di abusi, e strutture di prima accoglienza per la tutela dell'incolumità fisica.
- Integrazione e supporto socio-lavorativo: Servizi per il reinserimento lavorativo di soggetti svantaggiati, detenuti o ex-detenuti per garantire l'autonomia economica.
Esigenze secondarie (Mantenimento culturale, sociale e psico-emotivo)
- Supporto psicologico e ascolto: Centri di ascolto, linee telefoniche per la prevenzione della solitudine, gruppi di mutuo aiuto per la gestione del lutto, dello stress o delle dipendenze.
- Promozione culturale e tutela del patrimonio: Associazioni per la valorizzazione del patrimonio storico, artistico e museale, organizzazione di spettacoli teatrali, concerti e conferenze.
- Animazione sociale e aggregazione giovanile: Oratori, centri diurni per anziani, circoli ricreativi e associazioni che combattono l'isolamento sociale attraverso il gioco e il tempo libero.
- Educazione e formazione informale: Corsi di alfabetizzazione digitale per anziani, doposcuola ricreativi, laboratori artistici e iniziative di educazione civica o ambientale.
- Tutela degli animali e dell'ambiente: Associazioni per la gestione di canili/gattili, salvataggio della fauna selvatica, piantumazione di aree verdi e promozione dello stile di vita sostenibile.